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10/06/2012

PROMOZIONE!!!!!!

È il tempo di festeggiare. La Mobyt, dopo tanto lavoro, passione, sofferenza, colpi di classe, taglia il traguardo, e guarda in faccia una meritata promozione in DNA. In una intensissima Gara3 doma Corno di Rosazzo, minacciosissima per almeno 30 minuti, e infila la prima gioia della sua storia recente. Alla fine un PalaSegest stracolmo e caldissimo saluta i propri beniamini. Capaci di non crollare dopo un primo tempo difficile, di resistere all’arrembaggio della Calligaris, di piazzare infine lo strattone decisivo per poi gestire il finale.

Bravo Ferri a non forzare, a stare lì con la testa, a guidare e a incidere in difesa visto che non gli riusciva in attacco. Bravo “ironman” Cortesi, una certezza nelle piccole e grandi cose. Bravi Agusto, un fattore in attacco, e Sorrentino, che ha messo la tripla che ha girato l’inerzia. Bravo Maggiotto, capace, lui che è attaccante istintivo, di fare due giocate strappa applausi in difesa nell’ultimo quarto. Bravo Benfatto, che ha stretto i denti, chiudendo con un pollice rotto e su una gamba sola. Bravi i giovani Seravalli e Mirone, che hanno messo il proprio mattoncino, e capitan Gori con la sua esperienza. Infine, un doppio bravo al giocatore più migliorato della stagione, Andrea Campiello; fuori partita per falli in Gara2 a Corno, letteralmente dominante in Gara3 nei suoi 35 minuti.  

La cronaca. Subito Maggiotto da tre contro la zona. La Calligaris fa muro sotto, e parte bella tonica con la transizione. Benfatto, in campo sul dolore, si becca subito due falli a carico, ma è un super fattore a rimbalzo d’attacco. Al 5’ 9-9, perfetta parità. Entra Agusto, e piazza subito la tripla. Corno, senza paura, gioca duro in difesa, e ha mano delicata (con Piani da lontano) in attacco. Tanto basta per chiudere davanti i primi 10’.

Friulani che prendono la partita in mano: tiri da fuori alternati a penetrazioni. Dall’altra parte la Mobyt ancora fatica contro la zona, e non mette un tiro che uno. Volano botte, Campiello le prende, ma poi risponde con una bomba perentoria. Ma Corno punisce sempre sugli scarichi. Ferrara irretita, innervosita, un po’ spaventata. Ma basta poco per accendere il PalaSegest: recupero con assist di Seravalli per la schiacciata di Mirone in campo aperto: al 16’ -1 (23-24). Ferri per due volte sbaglia la bomba del sorpasso da posizione centrale, così la Calligaris riprende fiato. Finale da lunghi coltelli: mischia per un rimbalzo, Luszach scalcia, Mirone reagisce, liberi per Corno. E in lunetta Vidani irride il pubblico, giusto per mettere altra polvere da sparo.

Ripresa con sguardo cattivo; si parte col “gol” di Benfatto dopo un’azione interminabile in area friulana. Poi bomba in transizione di Cortesi: sorpasso! Ma la Calligaris non si scompone, e ricomincia ad attaccare il canestro. Al 25’ 34-34 (e Benfatto in panchina con 4 falli). Punteggio basso, tensione a mille, si va avanti punto a punto. Ferri, che si sta sfiancando in difesa su Vidani, cerca di dare ordine, ma la lucidità va e viene. Ci pensa Agusto a dare abbrivio, poi Sorrentino con una bomba irreale da 10 metri allo scadere dei 24’’. Chiude il quarto Agusto, ancora da tre piedi per terra. Il PalaSegest esplode, la Mobyt prende 8 punti di margine.

Quando si riprende quarto fallo di Ferri e due punti di Cortesi per il primo vantaggio ferrarese in doppia cifra. Corno adesso è molto meno fluida in attacco: la difesa Mobyt stringe le viti. Torna a zona la Calligaris, e con Ferri in panchina Ferrara fatica a trovare la chiave per attaccare. Ritrovano vita i friulani su due canestri sporchi (rientrano a -6). Sotto canestro c’è però un Campiello dominante: punti d’oro su rimbalzo d’attacco. E si prende lo sfizio di metterla anche da fuori: 22 punti personali, 55-44 per la Mobyt. Subito dopo lo segue Agusto, sempre piazzato da fuori.

Ma non è finita, perché Corno non ha più nulla da perdere e imbracciate le baionette continua a provarci: 58-50 al 37’. Pigato la mette da vicino. Maggiotto invece è decisivo con la difesa: spiritato! La Calligarsi prova ancora a metterla  sui nervi, ma la faccia della Mobyt non cambia più. Adesso Ferri ha le mani belle ferme sul volante. È arrivato il tempo di festeggiare. Meritatamente!



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